
Sulla scia del precedente articolo “Alghe come contrastarle” dove si sono dati i consigli di base e di massima per una buona partenza e manutenzione della nostra vasca mettendo in atto dei semplici e facilmente perseguibili consigli contro un proliferare indiscriminato delle alghe, continua il mio impegno per definire e conoscere meglio e più da vicino le nostre “amiche”.
Prima di iniziare voglio premettere che è assolutamente inopportuno avere un rapporto conflittuale con questi microorganismi, in diversi anni di esperienze ho imparato a rispettarle come lo si fà con le piante e i pesci. Anzi vi posso garantire che se adesso mi permetto di scrivere due parole su di loro.... beh! il merito è anche loro !!!!
Il giusto atteggiamento o sentimento da tenere in loro presenza non è nè il terrore, nè l’isterismo e nè la ricerca spasmotica di eliminarle utilizzando prodotti chimici spacciati come antialghe, ma quello di interesse e di studio. Vi chiederete se il mio senso della ragione è pressochè decaduto ma vi garantisco che non è così. Interesse perchè il giusto atteggiamento da intraprendere è quello di studiarle e determinarne il comportamento e di conseguenza sperimentare soluzioni tratte da variazioni apportate sulla corretta conduzione del nostro acquario.
Come al solito questo articolo non sarà esaustivo per metodiche e cause ma cercherà di raggrupparne le principali.
ALGHE FILAMENTOSE
Come riconoscerle:
Le filamentose sono tra le alghe che per prime si affacciano alle nostre vasche appena allestite. Si distinguno per la loro forma filiforme ma non ramificata e assumono un colore verde o marroncino chiaro che può arrivare a diversi cm di lunghezza. In certe situazioni e in posti ove la circolazione dell’acqua è quasi stagnante o bassa si presentano a forma di grovigli molto simili a batuffoli.
Fattori scatenanti:
Le filamentose si presentano principalmente nelle vasche appena allestite sia perchè le piante messe a dimora staranno scontando il periodo di adattamento e le loro funzioni vegetative sono ridotte al minimo e sia perchè la carica batterica del nostro filtro ancora è inadeguata e/o insufficiente. Durante il periodo di maturazione (circa 30gg) inevitabilmente ci saranno in soluzione composti di azoto ammoniacale liberi che verranno assimilati molto più in fretta dalle alghe che non dalle piante sia perchè quest’ultime sono in stasi vegetativa e sia perchè le alghe assimilano molto più in fretta tali composti rispetto alle piante. Altra causa è l’illuminazione inappropriata. Un fotoperiodo troppo lungo o troppo corto o una temperatura colore dei nostri neonerrata sono fattori scatenanti per le filamentose. Ma le queste non si presentano solo allo startup della nostra vasca ma anche in seguito, quando già le piante avranno ripreso a crescere e la biomassa nitrificante si sarà insediata. Questo perchè esiste un terzo fattore scatenzante ovvero i nutrimenti liberi. Se il nostro protocollo di fertilizzazione non è appropriato con il reale “consumo” delle piante resteranno nutrimenti liberi a disposizione delle alghe che se ne ciberanno e prolificheranno.
Fattori di contrasto:
Come abbiamo visto prima, in fase di startup è normale essere visitati dalle filamentose e nessun intervento bisognerebbe fare se non un intervento meccanico di asportazione. Ci tornerà utile un vecchio spazzolino da denti da fissare ad un’asticina in legno o plastica con cui attorcigliare i vari filamenti a mò di spaghetti e strapparli via facilmente da arredi o/o piante. Con il tempo e la maturazione del filtro scompariranno da sole !!!
Successivamente, uno sviluppo di un’eccellente biomassa nitrificante determinerà una riduzione quasi assoluta di azoto ammoniacale a favore di azoto nitrico facilmente assimilabile dalle piante in quanto facente parte dei macro elementi, un adeguato fotoperiodo, un illuminazione che preveda lampade dai 4000°K ai 6500-7000°K, un regime di fertilizzazione adeguato per le nostre piante, una presenza di biomassa vegetale proporzionata alla nostra vasca (almeno il 60%), una corretta gestione dei valori dell’acqua ci metterà al riparo dalle filamentose.
Ma oltre a questi accorgimenti esistono, non in sostituzione ma in connubio, dei fattori di contrasto dati da organismi antagonisti ovvero i pesci alghivori. La presenza di Caridine e neocaridine, lumache del genere ampullaria e neritina, Otocinclus affinis, Crossocheilus siamesis e Gyrinocheilus aymonieri, determinerà per un fattore facilmente intuibile una proliferazione minima o assente
Strategie di intervento:
Se il vostro acquario è messo sotto assedio da un’infestazione di filamentose le prime cose che dovete fare sono:
1 – Verificare i valori dell’acqua. Nel caso sia necessario, adeguare a valori entro la norma fosfati e nitrati senza assolutamente trascurare nitriti e ammoniaca (per i fattori sopra indicati di azoto ammoniacale)
2 – Verificare che i vostri neon rientrino entro lo spettro luminoso prima indicato (temperatura colore)
3 – Verificare che il vostro fotoperiodo non sia inferiore alle 7 ore o superiore alle 9 ore
4 – Verificare che la vostra vasca non sia colpita direttamente dai raggi del sole
5 – Verificate che i vostri neon non siano troppo vecchi. Ricordo che i neon vanno sostituiti non oltre 1 anno di utilizzo in quanto dopo tale periodo a causa di un decadimento del gas in esso contenuto la temperatura colore originaria viene falsata
6 – Verificate il vostro protocollo di fertilizzazione ma non sospendetelo. Provate con una riduzione del 50% e verificate l’evoluzione sia delle alghe che delle piante.
Verificando questi semplici 6 punti scoprirete l’arma per sconfiggere le filamentose senza l’ausilio di prodotti chimici.



Le alghe filamentose
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