Una delle domande più frequenti postate dai neofiti e no riguarda proprio la gestione del fotoperiodo.
Per parlare di questo dobbiamo premettere alla fotosintesi delle piante.
Le piante possiedono al loro interno dei “recettori” (fitocromi) che percepiscono l’intensità e lo spettro luminoso (UVA – UVB ecc.). Tali recettori stimolati dalla fonte luminosa stimolano il metabolismo della pianta e pertanto la loro crescita. Anche la clorofilla non è semplicemente un pigmento colorante delle foglie, ma una componente fondamentale resposabile di importanti reazioni chimiche. La somministrazione (o l’assorbimento se in colture emerse) di CO2 e di idrogeno (H) permette l’espletamento della fotosintesi, in sostanza le piante trasformano l’energia luminosa prodotta dalla luce (foto) in sostanze organiche come il glucosio (sintesi) da quì fotosintesi.
Va da sè che il fotoperiodo riveste un importanza fondamentale nella crescita delle nostre piante !!!
Ma come dare la giusta luce per avere una crescita rigogliosa ? Intanto è corretto dare la giusta qualità di luce alla stessa stregua della quantità. Da studi di settore effettuati è oramai acclarato che le piante fotosintetizzano con radiazioni di luce che hanno una gamma d’onda dai 400 ai 700 nm e pertanto quando sceglieremo i nostri neon “dovremmo tenere conto di questo parametro unitamente alla temperatura colore che andrà compresa tra i 4000°K e i 7000°K
Come abbiamo visto le nostre piante si “cibano” di luce ... ma di quanta ? Di norma si consiglia di non dar meno di 9-10 ore di illuminazione alle nostre beneamate valori superiori non avvantaggeranno le stesse ma le alghe.
Parecchi di noi cercano spasmoticamente di ricreare un pezzo di natura nelle nostre vasche, fondali, acque e caratteristiche chimico/fisiche adeguate e naturali ai nostri pesci e alle volte ci si imbatte nella più classica delle domande.
In natura il sole non si accende e si spegne come un neon e per cui và fatto un effetto alba/tramonto anche con i nostri neon ?
Cercherò di essere consiso e breve per spiegarlo
Partendo dal presupposto che le variabili principali che intervengono nello sviluppo delle nostre piante sono tre: luce, CO2, fertilizzazione (macro e micronutrienti), è corretto affermare che ad una maggiore quantità di luce e CO2 fa seguito un maggiore fabbisogno di nutrienti da parte delle piante. Tuttavia, dato che la CO2 aiuta le piante ad utilizzare la luce in modo piu' efficiente, si può arrivare ad una prima conclusione: per favorire la crescita rigogliosa delle piante è più importante portare la CO2 ad un livello ottimale che invece aumentare la sola illuminazione. Di norma il valore di CO2 in acqua non dovrenne essere inferiore a 30mg/l. Tra l’altro, concentrazioni oltre i 40 mg/lt non sono tollerate da alcuni tipi di alghe a causa del blocco del loro sistema enzimatico.
Una corretta illuminaione prevede la scissione in tre fasi con un picco centrale della nostra illuminazione. Consideriamo una vasca la cui illuminaizone (affidata a dei neon T5 più performanti) sia di 1w/l, il fotoperiodo potrebbe essere così impostato

1 - Le prime due ore accendendo neon pari a 0,5 W/l con temperature colore comprese dai 4000°K ai 5000°K
2 - Le centrali 5 ore accendendo altri neon per arrivare allamassima potenza di 1 W/l con temperature colore dai 6500°K ai 7000°K
3 - Le ultime 3 ore come al punto 1

In breve, il picco centrale di illuminazione comporta tre importanti effetti:
1. determina il tasso di crescita delle piante;
2. impedisce alle piante di giungere alla superficie troppo velocemente, mantenendole basse, e, laddove possibile, ne accentua i colori rossi;
3. rende elevato l'assorbimento dei nutrienti solo per un periodo limitato di tempo

Ovviamente molto dipende anche dall'esperienza accumulata dall'acquariofilo e dal genere di piante coltivate: in una vasca di soli muschi o microsorium sarà consigliabile mantenere un 4-2-4, mentre con piante più esigenti il 3-4-3 è preferibile.

Solo nel caso si voglia avere una crescita eccezionale e ci si diletti con le potature, si può optare per un 3-5-2 o 2-5-3. Da questo si deduce chiaramente con il picco centrale d'illuminazione determina il consumo di nutrimenti e soprattutto dei macro.
Il Fotoperiodo
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